This article was made to wait . It was not easy to write this note: in addition to reporting on a journey of almost three years ago, is a place that I came very heart, leaving me at the same time the feeling of being left pending. It ‘ hard to talk about Marrakech and Morocco claim to have seen : it gives you a taste, and a hint footprint , and yet you feel that you ‘ve only seen the tip of the iceberg. But if it were just the tip of Marrakech , it has to be deep and wonderful the rest of Morocco ? I’ll find out, and I’ll tell you , make no mistake. For now , let’s focus on Marrakech.

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Dal Perù o dal Chile che sia, quello che non potete farvi mancare in un viaggio in Sud America è la Bolivia. Selvaggia e a tratti incontaminata, tra pianure verdeggianti ma un po’ brulle e bianche distese di sale, siergono imponenti vulcani e frastagliate alte montagne, spesso a ridosso di specchi d’acqua che ne riflettono l’immagine...come se l’azzurro cielo facesse da cornice ad un quadro! Le persone sono molto gentili ma riservate e attaccate alle loro tradizioni e credenze, qui forse più che in altri paesi del Sud America.

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Non stupitevi della distesa di donnine che vendono, al mercato di S. Pedro a la Paz, frutta e verdura, prodotti di drogheria e qualsiasi altra cosa vi possiate immaginare, ammassate l’una alle altre, con i loro cappelli a bombetta allungata (chiamato anche derby negli Stati Uniti) e le lunghe trecce legate insieme all’estremità. Sempre qui, non stupitevi dei lama essiccati che troverete appesi e disposti ovunque al mercato della carne e nella via delle streghe. Sono animali già deceduti il cui corpo viene raccolto e conservato con funzione protettiva perché i Boliviani pensano che quando trovano un corpo senza vita, l’anima di questo sia stata riattirata nel Pachamama, come in una sorta di nuova vita, o aldilà che si voglia considerare. Non stupitevi se le città sono sovra costruite ma gli edifici spesso incompleti: c’è una legge che prevede il pagamento di una tassa per ogni edificio completato. La maggior parte della popolazione, essendo molto povera, per evitare il tributo si ritrova con una casa senza finestre, o senza la porta, o senza il tetto, o mai finita! Non stupitevi se vedrete tantissimi bambini: c’è una tassa per chi a diciotto anni non ha ancora figli immaginatevi i poveracci che già non hanno un centesimo quanti figli sfornano con lo spauracchio della tassa “no babies”! Non stupitevi neppure se voi stranieri non pagherete tasse di visto e i boliviani si!

Insomma c’è solo una parola per descrivere la Bolivia: è assurda! Ma proprio in questa assurdità, nei paesaggi sempre diversi e una natura un po’ arida ma dai colori saturi e suggestivi, sta il fascino e la magneticità di questa terra. Passando attraverso Puno, la città peruviana sulle sponde del Lago Titicaca, fermatevi a pranzare sul lago in uno dei tanti ristorantini, se è soleggiato ci sarà una luce intensissima. Fate assolutamente le escursioni in barca, in particolare visitate l’arcipelago delle isole fluttuanti, ISLAS UROS, vi ritroverete catapultati in un contesto surreale, visitando villaggi, abitati, costruiti interamente con delle specie di canne, le piante di tora. Sono isole galleggianti di uno spessore di circa due metri e mezzo di superficie dove la comunità Uros vive senza elettricità, gas ecc...solo fuoco e delle barchette, fatte dello stesso materiale vegetale delle isole stesse, per spostarsi e andarsi a rifornire di beni di prima necessità in terra ferma. Gli abitanti vivono di carità, delle offerte che i turisti fanno loro o dei ricavi dei prodotti artigianali che vendono. E’ veramnete un’esperienza unica, non potete perdervele! Così come vi consigliamo di non perdere Isla del Sol e della Luna nella parte boliviana del lago, che è talmente grande da parere un mare! Sarete voi e la natura e basta. Se avete tempo e qualche soldo da spendere in più, potete avvalervi di una delle diverse agenzie turistiche e fare una crociera di 4/5 gg, durante la quale attraverserete l’intero lago visitando le isole più belle.

Una volta giunti a Copacabana, dove non c’è praticamente nulla di interessante, potrete dirigervi in diversi luoghi, ma non ascoltate voci o dicerie dell’Italiano turista medio e visitate La Paz. E’ una città particolarissima, molto indietro, ma si vedono gli sforzi e i tentativi di sviluppo. Non è pericolosa, se tenete gli occhi aperti non avrete problemi ( noi eravamo due ragazze e non abbiamo avuto grane). L’artigianato è fortissimo qui, argento puro, lavorato manualmente in tutte le forme e a prezzi stracciati. Dedicate un paio di ore al quartiere dell’Artisania e alla Via delle Streghe. Qui troverete articoli di ogni genere: poncho, maglioni, sciarpe, teli, arazzi, guanti, cappelli, gioielli veramente unici e finemente lavorati, con disegni e forme geometriche che richiamano i motivi propri dell’arte inca e pre-colombina, nonché motivi della cultura Pachamama. Prezzi stracciati. Visitate poi la Valle della Luna, una valle poso fuori la città con rocce che ricreano il paesaggio lunare, dove si possono avvistare conigli selvatici dalle lunghe orecchie.Unica! Come Unica è anche la cd. “ carretera de la muerte”, una escursione estrema in mountain bike a partire dalla cima di un monte, in discesa lungo una strada dove passano camion e auto, ad alta velocità. Unico poi il Salar di Uyuni, il deserto di sale nonché superficie piatta più grande del mondo. Qui a circa 3700 metri di altitudine, uno specchio di acqua riflette nuvole e cielo, e la vista si perde in un orizzonte senza fine. Cielo e acqua si fondono in un solo azzurro ma quando l’acqua delle saline asciuga, scopre una distesa bianco lucente, di sale: un deserto di sale. Pazzesco! Torniamo ora ad accessori e bijoux e vediamo cosa abbiamo trovato di interessante in Bolivia.

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Calle Santa Cruz angolo Calle Linares, la Paz, Bolivia

 

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Calle Santa Cruz angolo Calle Linares, la Paz, Bolivia

 

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Banchetto Calle Santa Cruz, La Paz, Bolivia

 

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Banchetto Calle Santa Cruz, La Paz, Bolivia

 

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Banchetto Calle Santa Cruz, La Paz, Bolivia

 

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Calle de las Brujas, la Paz, Bolivia

 

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Calle Santa Cruz angolo Calle Linares, la Paz, Bolivia

 

 

 

 

Perù, qui forse più di tutti gli altri paesi si nota quella complessità contraddittoria che caratterizza un po’ tutto il Sud America e lo rende per questo una delle mete turistiche più gettonate. Giungla e selva, laghi e Oceano, architettura, storia, persone, magia...TRINKetADVISOR continua il suo viaggio sudamericano e vi mostra il Perù.

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Il suo fascino è magico: tra il sacro delle valli delle civiltà Inca e delle vecchie montagne come il Machu Picchu, ovvero la cultura del Pachamama (Madre Terra) che in Perù e Bolivia è una vera e propria religione, e il profano delle feste e danze popolari, i mercati, e i riti pagani. Così il paesaggio cambia in un batter d’occhio: parti da una città arida e secca, in mezzo al deserto, ti appisoli un momento durante le ore di viaggio in pullman per spostarti da una città all’altra, e ti risvegli a 3800 metri in mezzo alle montagne piuttosto che nella più verde natura.

Tra "silva" e selva, sentieri che si snodano tra la giungla amazzonica e picchi innevati, regalano lunghissimi fiumi (rios) ideali per chi ama lo sport e il rafting, escursioni a 30 e più gradi nella pura naturalezza, farfalle coloratissime e giganti, colibrì e variopinti uccelli, fiori e piante stranissime e di dimensioni abnormi, canyon da visitare in mezzo alle riserve naturali dove avvistare i camelidi (lama, alpaca, vicugne) o i condor, bufere di neve a 6000 metri e vecchine che imperterrite resistono ai fiocchi e continuano nelle loro mante e cappelli colorati a vendere i loro prodotti e stoffe artigianali sotto la neve. Si percepisce il senso di sacralità e rispetto per un passato che è ancora tanto vivo nel presente, e a questa enigmatica convivenza è difficile dare una spiegazione.

Così non si riesce a dare un perché all’enigma di quelle antiche linee-gereoglifici tracciate nella sabbia, nella regione di Nanzca (visibili sorvolando il deserto con un mini aereoplano); a come gli imponenti massi di origine marina su cui sono stati costruiti i villaggi di Ollantaytambo, Pisac, e tutta la Valle Sacra e quello del Machu Picchu siano potuti essere trasportati ad alta quota dalla forza umana; come delle persone possano abitare nel bel mezzo del Lago Titicaca su isole galleggianti costruite totalmente in paglia e canna di totora, su una superficie alta due metri e mezzo, senza radici, collegamenti, acqua, elettricità, riscaldamento, in palafitte (Islas Uros). E ancora il surf delle bellissime spiagge sul pacifico nella regione settentrionale del Mancora, l’amazzonia e i suoi rios tortuosi e gli avvistamenti di animali come macachi e felini, i tessuti e i gioielli elaborati, i mercati artigianali, i musei di arte precolombiana e le chiese colonoali o barocche; il Pisco e la movida giovane e multietnica della Cuzco notturna, tra innovazione e architetture antiche.La frastagliata catena montuosa delle Ande, il blu delle coste settentrionali, i vecchietti coi loro costumi tradizionali e gli animali, l’arte e la cultura, la festa e la natura coi suoi paesaggi mozzafiato di straordinaria bellezza.

Ancora qualche parola su Cuzco. Questa città eclettica e simbolo del meltin pot, come già detto non rompe mai il legame col passato, che, come un cordone, unisce questa città ombelico della civiltà Inca, alle altre culture e tradizioni sudamericane e alla religione. E’ sicuramente la città più famosa e archeologicamente importante per l’impero Inca, seppur non la più antica. Cuzco incanta col suo magnetismo multietnico e multiforme. Qui giovani da tutto il mondo si incontrano, condividono l’esperienza di un viaggio, di un dialogo, instaurano un legame. Qui vecchi e giovani vivono e lavorano tra retaggi culturali e nuove frontiere. E’ pazzesco come tra architetture coloniali, musei, e uomimi e donne in costumi tradizionali, sbuchino tra le pietre inca Mc Donalds, Starbucks o Kentucky Fried Chicken. Quattro siti archeologici circondano Cuzco, sono Sacsaywaman, che in lingua Quecha significa Falco soddisfatto, perchè si trova situato in una valle articolata su diversi livelli che permettono di godere della vista della città intera e delle cime innovate cirscostanti; Q’enqo, che significa serpente perchè la rovina si snoda in giardini, nicchie e incisioni rupestri; Pukapukara che significa “forte rosso” perchè in particolari condizioni di luce, soprattutto al tramonto la roccia assume sfumature rosate molto suggestive; Tambomachay che è una vasca che convoglia l’acqua di una fonte cristallina in fontane. Veniva usata come fonte cerimoniale e il suo nome significa infatti ” Bagno degli Inca”. Ma, decisamente di altra stazza e impatto nettamente maggiore sono le rovine a 15 km da Cuzco in linea d’aria. Imponenti costruzioni e resti di civiltà si estendono infatti tra le rive e insenature del Rio Urubamba. In particolare segnalamo per la vastità e fascino del paesaggio montuoso e dei mercati artigianali che si trovano nei pressi delle stesse, le rovine di Ollantaytambo, Pisac e Morays che si caratterizza per essere formata da terrazze di prato verdissimo.

E se pensate che in Perù la moda non sia arrivata...beh: avete ragione! Tuttavia loro hanno una moda tutta loro che prende tessuti e stampe tradizionali, piuttosto che gioielli e accessori, da usare in design attuali e di tendenza...almeno li! Guardate un po’ qui ad esempio...Questo è il Perù.

  

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Ciondolo Argento da 900 o 625 con cromatura in colori; orecchini coordinati.

ALPHAMAYO ( 100% Baby Alpaca), Calle Bolivar, Arequipa, Perù.

 

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Bracciale impero Argento placcato Oro, motivo inca pre-colombiano con inserti di pietre colorate.

 

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Manta/scialle in tessuto con motivo tipico peruviano rappresentante lama e altri camelidi nonchè il Dio protettore patron God Inca Tumi.

NUOVO MONDO ( 100% Baby Alpaca), Calle Bolivar, Arequipa, Perù.

 

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Cinture di stoffa rigida, lavorate a mano. Negozio senza nome all’altezza del numero civico 118 cca. 

Calle Bolivar, Arequipa, Perù.

 

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Collana e girocollo + braccialetto con figure proprie della cultura inca. Negozio senza nome all’altezza 

127-Calle Bolivar, Arequipa, Perù.

 

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Collana Argento stile impero, tradizione Inca.

ALPHAMAYO ( 100% Baby Alpaca), Calle Bolivar, Arequipa, Perù.

 

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Ecco un esmpio della moda Peruviana di cui parlavamo...come le nostre sneakers Nike, Puma, Adidas, Pastry... ma

CUZCO, calle Hatunrumiyoe, San Blas area.

 

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ANNTARAH, Calle San Francisco n. 105 and Aereopuerto Rodriguez Ballon, Stand n. 2, AREQUIPA.

 

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Collana handmade di panno rossa e grigia abbinata ad un poncho a trama fine di alpaca. Presso ANNTARAH, vedi sopra indirizzi e contatti.

 

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Bracciali e collane uncinetto e gemme, presso il Mercato de Artisania delle rovine di PISAC, VALLE SACRA.

 

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Maxi beads necklaces, at Artisan Fest of OLLANTAYAMBO ruins, SACRED VALLEY.

 

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Anelli con lapislazuli blu o verdi.

ALPACA PERU (ALPACA HAND KNITWEAR MONTSE BADELL), Calle Palacio 116 ( next to the Cathedral),

web-site: alpacahandknitwear.com

tel. +51 84 226330

CUSCO

 

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Scialli e sciarpe peruviane.

ALPASUR, centre of CUSCO and AREQUIPA.

 

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Collane e orecchini etnici di argento con gemme, presso il Mercato de Artisania delle rovine di Pisac, Valle Sacra

 

 

 

 

Località marine vicinissime, nel nostro viaggio abbiamo alloggiato a Saint Raphael, sebbene giornalmente bazzicassimo in zona Saint Maxime, a cercare spiagge nella costa che divide entrambi i luoghi. Se di Saint Maxime vi ricorderete le spettacolari spiagge e l’ambiente pittoresco e artistico che preludia Saint Tropez, di Saint Raphael potrete apprezzare la modernità e l’apertura al diverso e all’internazionale (un po’ carente in Costa azzurra come in tutta la Francia, data l’anima fiera e un po’ nazionalista che li contraddistingue).

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Grazia