Ebbene si, alla fine, quest'anno ci sono cascata anche io: il fascino della porta d' Europa ha catturato anche me, a cominciare proprio da Istanbul, il punto dove il continente europeo e quello asiatico si incontrano, sulla scia del Bosforo.
Avrei voluto far rientrare questo articolo nella categoria "Accessori dal Mondo", ma purtroppo il drago Made in China é arrivato anche in Turchia: ha rovinato l'economia di un Paese famoso per i tessili, le pelli e le manifatture. Il Gran Bazaar é ormai un centro commerciale Made in China: seppur per legge i turchi non siano obbligati a scrivere la provenienza del prodotto (troverete su ogni cosa scritto "handmade", una grossa bugia), basta entrare nel gran mercato per capire che di artigianale turco non c' é nulla: i tappeti, i servizi da the, le scarpe e le borse di plastica e non di pelle, le stesse spezie sono da mettere in dubbio nella propria originalità.

Istanbul gran bazar

 

 

 

La merce taroccata é ovunque, ma di scarsa fattura, copiata male e subito riconoscibile come falsa e di plastica; proposta, peraltro, a prezzi esorbitanti come il resto della merce, senza neanche possibilità di contrattare. Insomma, neanche i mercanti hanno più niente di genuinamente turco: l' ultimo credo di averlo beccato io, con cui sono riuscita a contrattare un servizio da caffé in argento, comunque caro, piazzandomi abbastanza bene.

 

Per il resto, la merce é ovunque scadente e il cambio non più così conveniente, e ovviamente turchi che comprino in quella zona non ce ne sono.

 

Tolto quest'aspetto commerciale, che sicuramente avrei potuto supplire meglio con qualche giorno e ricerca in più, mi rammarico del poco tempo avuto in questa città cosmopolita, ricca di contrasti. 17 milioni di abitanti, ore di coda in macchina, grattaceli e minaretti a perdita d' occhio e persone, persone, una marea di persone di tutte le etnie.

 

È vivace senza essere frenetica, un pò inafferrrabile in verità, forse per la natura "di passaggio" della sua conformazione che si affianca allo stabilissimo orgoglio turco.

Ebbene, la sera potete aggirarvi dalle parti della moderna città europea, nei dintorni di Piazza Taksim: una via commerciale piena di negozi e discoteche scende verso il porto, da cui si diramano piccoli vicoli in salita e discesa dove potrete gustare un caffé turco o fumare narghilè in compagnia. Se invece cercate cibo tipico o un pò di brivido, da Taksim proseguite verso sinistra a Chiangar. Il quartiere universitario neo bohemienne, ricco di tatuatori, artisti, negozi vintage e localetti un pò borderline, tutto sommato caratteristici.

Di giorno (tranne il lunedi, che i musei sono chiusi), potete visitare uno dei molti musei della città vecchia, nel quartiere di Sulthanamet.

Il mio consiglio è partire di buon mattino per la visita del palazzo del sultano, Topkhapi, prima che venga assalito dai turisti: oltre ai bellissimi giardini e alla vista mozzafiato, è il tesoro il cuore della visita: smeraldi, il diamante del cucchiaiaio, abiti, gioielli e pietre preziose del sultano vi faranno tornare indietro nel tempo in puro stile Mille e una Notte.

Dopo, visitate le due Moschee: Aya Sofia e la Moschea Blu (nome dato dai turisti, e per la verità un po' finta, può deludere).
Quindi, passate per la piazza dell' ippodromo e passeggiate per le viuzze a piedi, in salita e discesa fino al Gran Bazaar, magari gustando qualche leccornia o pranzando in un ristorante locale nelle traversine nascoste dietro la via principale.

Se le cinesate del Gran Bazaar non vi attirano, tutto il centro storico può essere girato agilmente con il tram T1, che vi porterà anche al porto, dove potrete gironzolare, perdervi tra i negozi o fare una bella crociera sul Bosforo, per poi concludere la serata attraversando di nuovo il fiume verso la parte moderna o lasciandovi incantare dal fiume e il mare nella zona antica.

Bella la città, vale almeno tre - quattro giorni e i variegatissimi mezzi pubblici funzionano benissimo. Un consiglio per il cambio: cambiate nelle banche western union, che però chiudono verso le 19; di sicuro non negli hotel o agli aereoporti, dove applicano un 4% di commissione.

 

Grazia