Sveglia alle 6, partenza alle 7 alla volta di Bursa, prima capitale dell' Impero Ottomano, ormai più famosa per la bontà del kebap che per altro: ed é un vero peccato, perchè questa cittadina pulita in mezzo alle montagne è un vero gioiellino. L' aria é leggera e la gente genuina. Il bazaar, carino ma sempre turistico. É più famoso il Mercato del Bozzolo, il mercato della seta locale, cui si accede da una porta di legno dalla fontana di fronte alla Grande Moschea.

Silkmarket

 

Anche il mercato della seta mi delude, commerciale e con ben poche possibilità di contrattare sui prezzi troppo alti per cose che ormai trovi anche nei nostri mercati.

 

Invece, la Grande Moschea del 1399 è un buon esempio di Moschea turca, con la fontana per l' abduzione all'interno. Ricordate in ogni moschea di togliere le scarpe e, se donne, coprire i capelli in segno di rispetto.

Big mosque

Ma quello che colpisce di più è la Moschea verde, del 1424, con annessa tomba del costruttore in stile dietro: le splendide maioliche smeraldo, l' architettura ottomana e i giochi di luce e di colore si armonizzano con il bilanciamento elegante delle forme e dei bianchi, sembra di entrare nella Città di Smeraldo come Dorothy.

Green mosque

 

Dopo un celeberrimo DönerKebap, che qui si serve con la Pita tagliata a pezzettini, yogurt greco e salsa di pomodoro, ripartiamo per un pomeriggio in pullman verso Izmir, per avvicinarci alla zona di Efeso e Pammukale. Contrariamente alle aspettative, il panorama precedente e anche incontrato in seguito é molto verde e rigoglioso, collinare e coltivato. Forse, erroneamente immaginando la Turchia simile alla Grecia, ci si aspetta un paesaggio brullo, invece tutt' altro, è piacevole e fresco.

Izmir, terza città della Turchia e più moderna dal punto di vista della mentalità, è un enorme città portuale che conta 6 milioni di abitanti. Non c' é più molto dopo le guerre mondiali, che quasi l' avevano rasa al suolo: un faro e un bazaar. Per il resto, la ricostruzione l' ha resa un enorme bacino turistico, simile alle grandi città statiunitensi come Miami o Los Angeles. Ricca di sale da gioco e grandi alberghi, la cosa più rinomata è la passeggiata sul lungomare, anche se a parte file e file di ristoranti non c' é assolutamente nulla. Ristoranti dal pesce di dubbia qualità, tra l' altro, ti viene da pensare vedendo file e file di pescatori che si affannano a pescare sotto le barche del porto, in un mare tutt' altro che limpido. La particolarità é che alcuni pescano con solo la lenza, forse per tirare su quei muscoli giallastri che ti propongono i baracchini per le strade, disinfettandoli al massimo con un  di limone. Ad ogni modo, almeno ad ottobre, le vie piene di negozi nelle strade parallele al lungo mare sono solo diurne, e in serata in passeggiata o si beve qualcosa o si mangia, e direi basta.

Tutto sommato, se non per una sosta strategica come la nostra, non consiglierei di visitare Izmir, visto anche il peggior rapporto qualità prezzo degli alberghi, e la scortesia del personale. Lasciamo quindi la Sin City dei papponi turca, e prepariamoci alla prossima tappa.

Grazia