La Cappadocia (Kapadokya) é una zona che si trova nell' Anatolia centrale, ovvero nella zona sud- est della Turchia, che comprende un triangolo di terra compreso tra tre città, in cui il punto più basso è Avanos, circa 1000 metri di altitudine, e quello più famoso Uchisar. La particolarità di questa terra sta nei paesaggi creatasi in seguito all'erosione delle montagne di tufo (di varietà gialla, rossa e bianca), ricoperte di lava dalle molteplici antiche eruzioni dei due vulcani ormai spenti della zona, da parte dei cambiamenti climatici, che di anno in anno rendono più variegato il paesaggio molto particolare.
Ci si sveglia alle 5.40 per l' escursione facoltativa, ma irrinunciabile, in mongolfiera sopra la Cappadocia. 150€ a persona, con prezzi che nella regione variano da 120 a 180€, ma é quel qualcosa in più di emozionante che rende unico il viaggio, permettendo di capire appieno la conformazione di questa zona particolare che é ala Cappadocia. Ne vale assolutamente la pena, quindi, e il consiglio a chiunque scelga di viaggiare in questo luogo é quello di fare questo investimento.Purtroppo, però, il denaro non ci viene chiesto: dato il vento forte, l' aeronautica alza bandiera rossa, e più di 1500 mongolfiere da 30 persone l' una nella zona sono costrette ad annullare le escursioni. Pertanto, il volare o meno dipende dai nodi e non dalla pioggia o dal brutto tempo; comunque, la compagnia ci rassicura che, se possibile, ci faranno volaee nel pomeriggio o, in caso di annullamento di escursioni già prenotate e condizioni favorevoli, il giorno successivo.Nel frattempo, ci rechiamo a far visita alle valli della Cappadocia in pullman, non senza un' evidente delusione per la gita mancata e tanto attesa.

La prima tappa è il Museo all' aperto di Goreme, dove si trovano gli antichi monasteri rupestri, risalenti al I sec. d.C., incavati nel tufo.

Goreme

Un nugolo di chiese scavate nel tufo, in parte decorate dai monaci seguaci di San Basilio (di cui si dice siano conservate le spoglie nella chiesa a lui dedicata) e in parte da artisti sponsorizzati, che offrono un paesaggio curioso e affreschi molto belli. Uscendo, con lo stesso biglietto si accede a una chiesa sulla destra, forse con gli affreschi più belli e meglio restaurati di tutto il museo (da italiana, non posso che nascondere l' orgoglio nel sottolineare che il restauro é stato fatto da un' Università umbra).

Proseguendo sulla strada in discesa che porta al parcheggio dei pullman, consiglio di glissare le bancarelle made in china sulla sinistra e di preferire il sentiero in salita sulla destra, a metà tra primo e secondo cartello di divieto di sosta. Salendo per un pò, si arriva a un bellissimo punto panoramico da cui si può vedere tutta la valle, un paesaggio davvero suggestivo.

Dopo circa un' ora e mezza di visita, il prossimo step è la cooperativa accanto al nostro albergo, il Suhan (non fatevi ingannare dalle 5 stelle o dall'aspetto da palazzo del sultano esterno: i servizi e le camere interne sono scadenti, ma dato che in questa zona il turismo è recentissimo, scendere di categoria significa rischiare di dormire in delle vere latrine).

La cooperativa Avanos Hali comprende una serie di consorzi di tappeti turchi e fa anche da scuola per le giovani ragazze, cercando di convincerle a riprendere in mano il telaio come lavoro part-time, a fronte della constatazione, da parte del governo turco, che quest'artigianato locale celeberrimo sta scomparendo a causa della mancanza di manodopera.

Tappeti

Pertanto, le escursioni turistiche alla cooperativa sono incentivate dal Governo che, da una parte, mira a risollevare il commercio di tappeti turchi offrendo sconti dal 30 al 40% rispetto ai prezzi di mercato sui prodotti esportati, dall' altra spera di dimostrare alle giovani turche che l' artigianato di tappeti, in forma part time e fatto da casa, può essere una fonte di guadagno in più da tenere in considerazione (forse, su questo noi italiani abbiamo da imparare qualcosa).

Dopo una dettagliata spiegazione e dimostrazione della manifattura turca dei tappeti, comprensiva delle differenze coi tappeti persiani e della visita alla filanda dove la cooperativa produce artigianalmente anche la seta direttamente dai bachi, ci offrono una bevanda e passano all'esposizione. Senza entrare nei dettagli, che vi lascio liberi di scoprire da voi, devo dire che pur non intendendomi di tappeti mi è sembrato si potessero fare davvero degli affari, con tappeti in stili anche moderni forse meno pesanti di quelli tradizionali.

Dopo pranzo, in un ristorantino locale carino che ha mimato la forma di un caravanserraglio in arredamento locale, dove si mangia piuttosto bene, ci dirigiamo verso i celeberrimi "Camini delle fate".

Grazia