Anche oggi ci svegliamo alle 5.30, con valige chiuse, nella speranza che le condizioni metereologiche ci consentano il giro in mongolfiera: alle 6.30 il bollettino fa ben sperare, e ci vengono a prendere per portarci al più vicino campo di volo dove stanno già gonfiando le mongolfiere. É forse l' escursione più attesa del viaggio, la cosa particolare che ti lascia qualcosa dentro, carica di aspettative sopratutto dopo il flop di ieri. Eppure, alle 6.50 i responsabili arrivano a informarci che nuovamente il vento é troppo forte, e quindi l' aeronautica ha alzato bandiera rossa, vietando di volare.E' una fortissima delusione per tutti.

saltlake

 

Scoraggiati, torniamo in albergo consolandoci con una colazione molto abbondante: forse, il cibo come consolazione é, a questo punto, l'unica cosa realmenre vissuta del viaggio, che nonostante il bel giro e i paesaggi pittoreschi della Cappadocia, comunque non ha lasciato un segno profondo el nostro animo.

Emozioni che, quasi tutti, speravano di ottenere dalla mongolfiera, rinomata per suscitare emozioni. Così è la vita, purtroppo: a volte il fattore C non funziona. Non dipende dalla pioggia quanto dal vento, e forse l' estate offre più probabilità, rispetto a ottobre, di non trovare vento.Perlomeno, partiamo con una mezz'oretta di anticipo per il tratto di strada più lungo del viaggio: 730km verso Istanbul, con solo un paio di soste al Lago Salato e ad Ankara per la visita al museo ittita delle civiltà anatoliche, dopodiché tutta autostrada fino a Istanbul. Si spera di arrivare presto a Istanbul per godersi ancora una nottata e sperperare le lire turche avanzate dal giro in mongolfiera saltato in shopping: comunque, a Istanbul ci si dovrà tornare, magari un week end lungo, per godersela davvero.

 

Dopo due ore di viaggio su strade statali arriviamo al Lago Salato. Lasciate perdere i prodotti al sale che tenteranno di vendervi, il cui sale ovviamente non viene dal lago e non servono neanche a niente, e fate uno spot di foto in questa distesa d'acqua e sale che sembra mare. Sullo specchio d'acqua, camminare é suggestivo: alcuni lo fanno anche a piedi nudi. Il sale sotto l'acqua rifulge sotto la luce in maniere particolarissime. Un' estesissima salina, insomma, ma l'aria é salmastra e ventosa, e in qualche modo rigerenante. Inoltre, camminare in solitudine sull'acqua e nel nulla fino a perdita d'occhio è un'esperienza liberatoria. Non più di mezz'oretta, comunque, dopodiché ci aspetta ancora un'ora e mezza per Ankara, capitale della Turchia. Il motivo per cui la capitale è Ankara è politico: con l' istituzione della Repubblica nel 1923, lo Stato ha voluto recidere ogni legame con il controllo religioso, e Istanbul ricordava troppo il periodo precedente dove il capo religioso e politico coincidevano, e la religione dettava i principi su cui legiferare. In auspicio di uno Stato realmente laico, quindi, si é deciso che la capitale non avrebbe dovuto avere retroterra storici e religiosi di rilievo, e quindi la scelta é ricaduta su Ankara.

La capitale é completamente moderna, come un' immensa City a forma di ciotola, in cui i grattacieli e le case moderne occupano tutte le colline circostanti congiungendosi sul lago centrale, visto che é una città collinare e non ha il mare. Moltissimi centri commerciali e uomini in giacca e cravatta e ben poca storia, l' unica parte storica si trova all' interno di una fortezza su una delle numerose colline, e lì ci dirigiamo. Unica zona leggermente più pittoresca, la via in salita che vi conduce ospita il primo Parlamento della Repubblica e anche quello nuovo. In cima, dentro la fortezza in mezzo a vecchie case abusive, si trova il museo delle civiltà anatoliche, in cui sono conservati anche alcuni ritrovamenti ottimamente conservati di pitture rupestri della civiltà ittita. I pezzi del museo, risalenti a svariate epoche a partire dal paleolitico, non sono molti ma sono di valore e ottimamente conservati. Tra parentesi, i più bei gioielli che io abbia visto sin' ora in Turchia si trovano proprio qui. Nonostante l' interesse culturale e la personale soddisfazione nel fare questa visita, sconsiglio di dirigersi ad Ankara, per questo o altri motivi, appositamente. Se avete tempo e siete di passaggio va bene, diversamente non c'é granché di interessante. Ripartiamo subito con la prospettiva di 5 ore di autostrada per Istanbul, in cui speriamo di fare un' unica sosta.
L' unico pipì-stop strategico che effettuiamo é in un autogrill a circa 170km da Istanbul, dove c'é un market, il XXX, dove vendono abbastanza a buon prezzo moltissimi prodotti locali di buona qualità. Arriviamo circa alle 21 a Istanbul, al Titanic Business hotel nella zona asiatica, super hotel a 5 stelle che è la sorpresa finale del nostro tour, purtroppo senza tempo per goderselo. Perlomeno, visto che é tra i più begli hotel della città, con 7 meeting rooms, 2 ballroom, spa, fitness club e piscina sul tetto (chiusa a ottobre), é spesso sede di matrimoni come in questo caso, quindi ci mandano sulla roof terrace per la cena.Dalla roof terrace, al 15° piano, si gode a 360° della vista sulla città di notte, davvero suggestiva. In più, spiare un festosissimo matrimonio turco non é un' occasione da perdere, anche se vi prestiamo poco tempo. Infatti, pur distrutti, ci costringiamo a una doccia veloce per prendere la metro e poi la ferrovia che passa sotto il mare diretti al centro storico di Istanbul, per goderci Istanbul by night di sabato sera. Stanchi morti, al ritorno si può contrattare un taxi che costa pochissimo e valuta il prezzo di contrattazione in base al tragitto e non al tempo: meno male, perché ci impieghiamo quasi un'ora e mezza per via del traffico, contro i 30 minuti con gli efficientissimi mezzi pubblici locali. Tuttavia, la metro chiude a mezzanotte e fare il giro in macchina a passo d'uomo ci permette di dare un'occhiata notturna anche fuori da Sulthanamet. Comunque, per visitare bene Istanbul ci vogliono 3-4 giorni e magari un piccolo hotel nel centro storico o nella parte occidentale, usando preferibilmente i mezzi pubblici. A distanza di una settimana, lo sottoscrivo. La nota positiva del Titanic, lusso escluso che é un optional, é che dista solo 20 minuti dall'aereoporto SAW da cui partono i voli pegasus, quindi il giorno dopo il risveglio non é traumatico, anzi!

istitanic

Tuttavia, questo tipo di tour è completo ma molto stancante, quindi la nota di chiusura é: pensateci bene, in Turchia si può anche tornare più volte e separare le tappe. Ad ogni modo, per questo tipo di tour non credo, alla fine dei conti, che sia conveniente farlo fai da te, assolutamente conviene last minute con voli charter!

Grazia