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Tour del nord, giorno 1: Bang Pa In Palace, Ayutthaya e il tempio delle scimmie (Wat Pra Phrang Sam Yot Lop)

Inizia il tour verso il nord della Thailandia, a cominciare da Bang Pa In, storica residenza estiva Reale in cui l'odierna regina ha presenziato ogni venerdi sera sino a un paio di anni fa, quando l'età di 83 anni l'ha dissuasa dal girare troppo. La presentano come imperdibile collezione di palazzi, padiglioni, giardini e laghetti originali di diversi stili architettonici: thai, cinese, italiano e vittoriano. A fatti, fu così per intento del Re Siam I ma é stata ricostruita dopo un bombardamento, quindi nel complesso appare moderna, pulita ma brutta. Un'accozzaglia di stili ordinati che non presentano armonia tra loro, quasi fossero stati messi a caso. Si può entrare solo nel padiglione cinese, dedicato al padre della regina che era originario di lì e copiato in tutto e per tutto dal palazzo reale di Shangai. Dentro non c' é granché. A parer mio, la residenza non vale la visita: se qualche individuo di sesso femminile volesse visitarla, sappia che sono molto fiscali sulle norme dell'abbigliamento: tutto il decolletè e le spalle coperte e le gambe fino almeno alle ginocchia, e se per caso gli abiti leggeri mostrassero trasparenze, vi farebbero coprire ancora e, a differenza di Bangkok, non hanno deliziosi Sari da prestare su cauzione, dovrete arrangiarvi voi.

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In seguito, a circa 20 km di distanza ci fermiamo nell'antica capitale Ayutthaya, storicamente capitale del Siam per quattro secoli. La città é stata saccheggiata e incendiata dai birmani nel XVIII secolo, quindi ne rimangono solo le rovine a testimonianza della gloria del regno e della sua città ai tempi più bella. In realtà, a Wat Chaimong Khon e Wat Maha Thatnon non rimane molto: un Buddha sdraiato di stile differente di quello di Bangkok, rovine dei palazzi, numerosi Buddha e un tempio con un Buddha dorato (visto che a Wat Pho a Bangkok non se ne sono visti abbastanza, però lo stile é sicuramente più antico, Khmeer, e di derivazione più induista). Interessante da notare l'abitudine buddhista di comprare piccoli fogli di carta d'oro per ricoprire i Buddha e contribuire così alla loro conservazione: in questo modo, i fedeli raggiungono sia l'elevazione spirituale facendo l'elemosina sia alla salvaguardia artistica del proprio patrimonio. Salendo sulla torre principale, troverete un pozzo dove è pqossibile ricercare il buon auspicio del Dio lanciandovi una moneta cercando di fare centro nel cerchio centrale.

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Wat Lokaya Sutha, poco distante, é già più interessante: la derivazione religiosa induista e antica é evidente in questi templi di tufo in stile Angkhor che presentano forma fallica e quattro porte, una per ogni punto cardinale: il viaggiatore devoto dovrà cercare l'entrata, solitamente sita a est dove sorge il sole (verso la Cambogia) per ricercare elevazione spirituale e l'ingresso nel mondo dei cieli (n.b. tale idea si estrinseca anche nell'abitudine a farsi cremare come metafora della liberazione del corpo materiale per consentire l'elevazione dell'anima). In questo sito risiede anche un Buddha di marmo cinese nero cui la testa cadde perchè vi si appoggiarono troppi turisti per le foto, testa che é stata malamente ricostruita ma, in suo onore, una testa di Buddha è incastonata pacificamente tra i rami di un albero, a mò di muro: è buona norma abbassarsi al suo livello per fotografarlo, in quanto restare in piedi equivale, secondo i fedeli, a ritenersi superiori al Buddha e quindi ritenuto offensivo.

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Ripartiamo e dopo circa un'ora  per il tempio del Wat Pra Phrang Sam Yot Lop, anche detto Tempio delle Scimmie. Anch'esso in stile Angkhor, abbastanza conservato e vanto di tutta la citta', é famoso anche per accogliere una comunita' di più di 3000 scimmie (e, aggiungerei, numerosi piccoli pipistrelli al suo interno). Sono talmente tante che talvolta hanno invaso anche delle case alla ricerca di cino, costringendo dopo numerose resistenze gli abitanti del posto ad abbandonare le dimore ormai territorio dei Macachi. Le scimmie dentro il tempio sono piuttosto controllate e educate ma, se acquisterete un sacchetto di sciroppo colorato dai venditori ambulanti o tirerete fuori del cibo, non esiteranno a saltarvi addosso. É consigliabile anche togliere borse, orecchini e paccottiglia varia perchè potrebbero appendervisi e strapparli via, oppure, come ho visto fare a un piccolo macaco, potrebbero scappare a tutta velocità dopo avervi rubato la bottiglietta d'acqua!

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 Ripartiamo alla volta di Sukhotai, spezzando le tre ore e passa di viaggio con un pranzo in un'oasi a Lopburi. La cucina qui servita è Thailandese "adattata", non ancora eccessivamente piccante come al nord: classico riso thai, omelette e pesce fritti, wanton fritti con salsa di albicocche; noodles di soya con uovo e verdure, baccelli di soia saltati con verdure e tofu, maiale in salsa agrodolce con ananas e verdure cotte. Come dolci, crema di cocco e pistacchio, ananas e un bananito con sopra una crema al latte di cocco con scaglie di cocco. A dimostrazione che la cucina cinese che vendono da noi è in realtà thailandese, e che per mangiare vero cibo thai bisogna mangiare alle bancarelle (ma poi, non è difficile: friggere tutto ciò che respira e mischiare dolce e salato, sempre col cocco e sempre buonissimo). Riprendiamo verso Sukhothai, prima Capitale del Siam, sito archeologico di maggior rilievo artistico in Thailandia: ci vogliono quasi tre ore di viaggio. All'arrivo, il Legendha Sukhotai pare essere praticamente l'unica struttura ricettiva in zona: oasi naturale tra ninfee e orchidee a mò di resort, con centro massaggi Thai e piscina (ma, con mio grande disappunto, non la palestra, nonostante lo scrivano su tutti i siti:non credeteci, a parte a Bangkok non le troverete...non ho mai visto un orientale fare fitness). Come sempre uscendo dalle grandi capitali, l'agio è solo apparente. La wifi non funziona e la colazione è scadente, e ovviamente nessuno parla inglese. Lungi dal lamentarmi, vorrei solo appuntare che io ho scelto un tour organizzato di questo tipo perchè avevo giusto una decina di giorni di ferie: chi avesse più tempo può benissimo prenotare un volo solo per Bangkok e arrangiarsi da Khosan Road con le escursioni organizzate per il Nord. Sappiate che però rischiate dei pacchi, promesse non mantenute e disagi, e che in questi posti il 5 stelle equivale al nostro 3 stelle, quindi é fattibile solo se avete tempo da perdere nel mettere una pezza agli imprevisti e un grande spirito d'avventura (che io avrei, se avessi più tempo). Aldilà dei problemi linguistici, comunque, la Thailandia è sicura e la gente molto accogliente e tranquilla, influenzata dalla mentalità buddhista, perciò: comunque viaggiate, state tranquilli e rilassatevi, andrà comunque tutto bene e mangerete fino a scoppiare, divertendovi a scoprire cose nuove. Non aspettatevi comunque un Paese del terzo mondo, non lo è: questo Re lo ha portato, al traino della Cina, molto all'avanguardia...é molto occidentalizzato e globalizzato. Se volete avventura pura, ho l'impressione che ormai occorra preferire Myanmar o Laos o Cambogia.

Grazia